istagram facebook e google ci censura !!!!!

Il fatto di cui abbiamo deciso di parlare oggi ci ha non poco turbato, come siamo certi abbia sconcertato chiunque dia valore ai propri diritti e alla propria libertà di espressione. Oggi anche a noi è successo ! la nostra pagina dopo tanti sacrifici e stata censurata ...perdendo tutto il lavoro fatto in questo tempo !

Sul web già si parla di censura, di oscurantismo e manipolazione dei mezzi di comunicazione.

Il popolarissimo social Facebook ha recentemente oscurato le pagine di alcune tra le aziende principali dedite al commercio di cannabis light in Italia. Oltre alle pagine Facebook aziendali anche altri profili su diversi social network sono stati oscurati, come ad esempio alcune di Instagram.
Nessun comunicato ufficiale ha dato motivazione della scelta compiuta di rendere inaccessibili i profili collegati alla cannabis light, anche per questa mancanza di trasparenza i diretti interessati, nonché i clienti delle suddette aziende, hanno gridato al proibizionismo e all'inquisizione accusando i social di censura immotivata.

Perché oscurare le pagine Facebook dei commercianti di cannabis light?

Non avendo avuto comunicazioni in proposito dalla gestione dei social in questione ci lanciamo in ipotesi (che poggiano su basi condivise tra molti del settore) sul perché di questa scelta.
Probabilmente la decisione è stata dettata dalla volontà dei gestori di prendere le distanze dalla pubblicazione di contenuti soggetti ad uno stato legale a loro parere controverso. Quindi dopo i blocchi in dogana di molti prodotti e vari tentativi di screditare questo commercio ora viene messa in atto anche questa politica di oscurantismo.


La legge dei social, purtroppo, non si discute

Quello che sembra sempre più evidente è quanto il vuoto legale che non accenna ad essere colmato alimenti questi pregiudizi nei confronti di un business che non chiede altro che agire nella più completa trasparenza e legalità.
Inoltre appare a dir poco non professionale il fatto che, senza preavviso né spiegazione, sia stato bloccato l'accesso a quella che per molti è una vetrina non solo sociale ma anche commerciale molto importante, senza aver in alcun modo violato il regolamento e tanto meno la legge italiana.
Secondo Facebook tali pagine aziendali non rispettano gli standard della comunità del social e quindi sono state bloccate senza possibilità di replica o appello alcuno. In pratica sembra a Facebook non piace che la cannabis light sia legale in Italia e ha arbitrariamente deciso di mettere al bando chiunque la pensi diversamente da lui. Nonostante il mercato sia completamente legittimo e a norma di legge.

Tutela della comunità o manipolazione dei contenuti?

Per farsi un'idea della posizione di Facebook in merito al dibattito sulla cannabis basta pensare che il social ha appena censurato la campagna referendaria californiana per la legalizzazione della cannabis, ben consapevole del peso che un passo del genere possa avere sul dibattito politico e sull'opinione pubblica.
I social sono nati come una grande rivoluzione e di sicuro hanno dato a tanti business la possibilità di raggiungere milioni di consumatori e dato un twist al mondo della comunicazione. Ma oggi come oggi questi gesti dispotici e arbitrari (di chi non deve dare spiegazioni a nessuno e può decidere per gli altri indisturbato) ci invitano a riflettere sulla pericolosità dettata dal monopolio di un mezzo di comunicazione tanto potente e sugli abusi informativi che ne possono conseguire.

Questa decisione di Facebook e compagnia significherà per alcuni imprenditori che operano nella più completa legalità la perdita di ore di lavoro, contatti e visibilità; la prossima volta sarà qualcun altro a incorrere nell'ira dei social: un partito politico, una particolare legge, una religione... e chissà quanto a lungo la macchina della democrazia tollererà ancora questi evidenti soprusi.

NOI INDIPENDENTEMENTE CONTINUEREMO PER QUESTA STRADA,  ED ORA CENSURATEMI ANCHE IL SITO !!!!!!!!